Recensioni

Dicono della sua arte

Martina Corgnati

Martina Corgnati

Critico d'arte

Potrebbe essere un volto, ma anche una finestra, uno spazio incorniciato da qualcosa di morbido, un’orizzonte lontano in cui, imprevedibilmente, galleggiano due occhi asimmetrici. Gabriella Muzio predilige in particolare le posizioni intermedie, situazioni ambigue, o meglio, suscettibili di una seconda lettura; che un volto, per esempio, possa presentarsi anche come un uovo lattiginoso percorso da trame di linee spezzate ed irrequiete; ma che sia (anche) un volto.

Paolo Rizzi

Paolo Rizzi

Critico d'arte

Ora, io credo, sono perfettamente convinto, che la qualità primaria dell’arte debba essere proprio questa: rappresentare quello che è all’interno; il pellicano che si dissangua per nutrire i suoi piccoli durante il viaggio è il simbolo, il simbolo cristiano di una donazione, quindi anche di un amore. Il rivelare quello che c’è all’interno di noi, come fa Gabriella Muzio in questi quadri, così straordinari, è esso stesso un atto d’amore, è un atto di donazione che noi dobbiamo accogliere perché è un segno di verità.

Clizia Orlando

Clizia Orlando

Critico d'arte

È un’atmosfera sospesa e coinvolgente quella che Gabriella Muzio rievoca sulla tela. Paesaggi ritratti, nature morte nascono dall’intenzione dell’artista di costruire contorni, attraverso un personale modulo espressivo, alle immagini-sensazione scaturite da un silenzioso ascolto del proprio “io”, da una disposizione critica di fronte a ciò che ci circonda.

Paolo Levi

Paolo Levi

Critico d'arte

Gabriella Muzio è pittrice sensibile ed attenta nel registrare i propri stati d’animo e nel trasfigurarli in immagini segniche e cromatiche dove Ermes e il mistero sono di casa… è pittrice che reca in sè tre fortunosi mezzi espressivi per il proprio messaggio. La fantasia senza paletti, una inventiva formale, accompagnata da non poche radici culturali e la tavolozza, ormai, sigla riconoscibile della sua poetica.

Viana Conti

Viana Conti

Critico d'arte

I soggetti e i temi della pittura di Gabriella Muzio non prescindono mai dal reale, dal ritratto di un mondo da cui libertà e felicità sembrano essere bandite. La singolarità del suo linguaggio pittorico non si sottrae a certe forme di paradosso: l’utilizzo della soluzione aprospettica nel paesaggio; la deformazione espressionista del volto per rappresentare la realtà; la fluidità del colore per raffigurare l’opacità del vivere; l’elegante, mai decorativa, sintesi grafica per focalizzare i dettagli.

Bruno Pozzato

Bruno Pozzato

Critico d'arte

Il linguaggio di Gabriella Muzio ha una sua valenza segnica e pittorica, oltre che poetica: una affabulazione coloristica mimetica dominata dal verde nelle più diverse tonalità, oltre che dal giallo in tutte le gradazioni possibili… una pittura simbolica, viscerale; benché dominata dalle emozioni, suscita più pensieri che sentimenti; invita alla riflessione piuttosto che alla contemplazione; propone di continuo la domanda sul significato del bello estetico.

Gabriella Niero

Gabriella Niero

Critico d'arte

L’essenzialità e la pulizia formale del soggetto attraggono l’attenzione della pittrice, la quale rivela con immediatezza il suo gusto per l’anima delle cose. L’aspetto esterno, la pura visibilità vengono tralasciate a vantaggio della forma. Il desiderio di cogliere fugacemente l’aspetto simbolico, trasforma la composizione in tracce incisive, taglienti, tipiche di una suggestione elaborata nella mente. La fluidità del segno avvolge l’immagine e si fa riflesso di un temperamento immediato ed espressivo.

Angelo Mistrangelo

Angelo Mistrangelo

Critico d'arte

Certo è che la vicenda dell’artista biellese offre il senso di una complessità d’interventi che nulla concede alle facili rispondenze della tradizione figurativa, ma, com’è stato da più parti annotato, il suo linguaggio tende a una semplificazione dei piani compositivi, a un “dire” che rivela la sintesi di un pensiero volto a “costruire” l’immagine evocata.

Maria Teresa Molineris

Maria Teresa Molineris

Critico d'arte

Gabriella Muzio ha linguaggio pittorico forte e deciso, nelle varianti tematiche che caratterizzano le sue opere, prevalentemente orientate alla considerazione dei valori esistenziali e sociali, con passaggi dedicati alla femminilità, nei suoi aspetti anche più enigmatici. Solitudine, silenzi, luci scialbe o contrasti di ombre e luci violente. Il suo è un narrare personalissimo che ben riflette un carattere a sua volta molto riservato.

Aldo Spinardi

Aldo Spinardi

Critico d'arte

Gabriella Muzio, pur avendo di fronte una valle verde, non sembra affascinata dal paesaggio, ma la natura è sempre presente nelle sue opere come respiro, come atmosfera; così ne “La luna e i fiori”, la luce, il riverbero, lunare questa volta, sfiora i grandi petali, amorevolmente e vi lascia il proprio segno.
Questo ed altri dipinti richiamano il discorso sul figurativo e sull’astratto: non ignorare, cancellare le forme, ma guardarle, complici il Sole e la Luna, riflettendo in esse i propri stati d’animo, i propri sentimenti.

Massimo Negri

Massimo Negri

Critico d'arte

Come ella stessa afferma, vive con crescente insofferenza il momento del disegno e la vocazione al colore la coinvolge sempre più profondamente. Per questa via giunge a una sempre più precisa definizione di campiture, di pianificazione degli spazi verso una “scena” di sapore astratto che a volte basta in sé o che in altri casi le serve come supporto per l’inserimento di quelle maschere, o di quelle architetture, o di quegli oggetti che, sia pure trasfigurati, parlano all’osservatore il linguaggio solo apparentemente più agevole della figurazione.

Luca M. Venturi

Luca M. Venturi

Critico d'arte

Il dramma viene vissuto intimamente da Gabriella Muzio che affronta la superficie bianca di tela con successive, spesse stratificazioni di pittura ad olio che vengono poi ad aggredire con la silenziosa durezza delle superfici chi osserva.
Gli strati della pittura, i neri, i blu intensi, le terre, vengono sovrapposti e pennellati con ossessione per mettere a nudo una realtà architettonica drammatica.
Non siamo al «punto zero» della pittura, ma attraversiamo una figurazione semplice che parla tanto, ma incerta, che fatica a decollare autonomamente dai confini spessi di materia, tela, colore.
Giusto o sbagliato che sia, proprio per questo l’arte della Muzio nel suo concreto astrattismo cerca di comunicare tra artista e pubblico, assumendo un peso decisivo nei rapporti tra tela ed idea, tra arte e dramma.

Alcune opere