Luca M. Venturi

Il dramma viene vissuto intimamente da Gabriella Muzio che affronta la superficie bianca di tela con successive, spesse stratificazioni di pittura ad olio che vengono poi ad aggredire con la silenziosa durezza delle superfici chi osserva.
Gli strati della pittura, i neri, i blu intensi, le terre, vengono sovrapposti e pennellati con ossessione per mettere a nudo una realtà architettonica drammatica.
Non siamo al «punto zero» della pittura, ma attraversiamo una figurazione semplice che parla tanto, ma incerta, che fatica a decollare autonomamente dai confini spessi di materia, tela, colore.
Giusto o sbagliato che sia, proprio per questo l’arte della Muzio nel suo concreto astrattismo cerca di comunicare tra artista e pubblico, assumendo un peso decisivo nei rapporti tra tela ed idea, tra arte e dramma.